Musica, arte, cultura ed enogastronomia in terra di Maremma

La verde Maremma! Un deserto di bellezza, colmo di sole

(Felicia Hemans – On the Restoration of the Works of Art to Italy 1813)

La Maremma è una vasta area compresa fra Toscana e Lazio, che si affaccia sul Mar Tirreno. Oltre a una parte centrale, corrispondente in gran parte alla provincia di Grosseto fino alle pendici del Monte Amiata e alle Colline Metallifere senesi, comprende la fascia costiera tra Piombino e il Cecina e si spinge nel Lazio fin verso Civitavecchia ed i Monti della Tolfa.

Oggi quest’area è una bellissima oasi naturalistica dove molti italiani vanno in vacanza sulle sue spiagge o cercano relax nei numerosi borghi collinari presenti sul territorio, ma meno di due secoli fa’ questo piccolo paradiso naturale era in realtà un pericolosissimo inferno dove trionfava la palude e con essa la malaria, la povertà ed il brigantaggio…

Ma come sempre avviene questi aspetti, sicuramente difficili e negativi, permisero la nascita e lo sviluppo, di una rete di Borghi artistici, normalmente allocati sopra colline e rilievi, per tenerli lontani da zanzare e malaria.

Questi Borghi sono oggi il cuore di itinerari artistici, culturali, enogastronomici di assoluto rilievo e qualità, che noi appassionati “giroviaggiatori” siamo andati ad esplorare e scoprire proprio grazie ad uno dei principali eventi artistici e culturali del territorio: il “Morellino Classica Festival

Morellino Classica Festival

Il Morellino Classica Festival, giunto quest’anno all’ottava edizione, è un evento musicale che raccoglie appuntamenti musicali di diverso genere e spessore ma connettendoli, all’interno del ricco programma, con attività ed iniziative di conoscenza e valorizzazione culturale del territorio, anche attraverso letteratura, pittura, e teatro.

Il Festival, così concepito, diventa un itinerario incantevole che unisce la bellezza della grande musica allo splendore della natura, al mistero dell’archeologia dei siti Etruschi, al fascino della storia dei castelli, chiese, conventi, teatri, casseri, antiche e nobili tenute della Maremma e alle prestigiose case vinicole della Toscana, in un arco di tempo che va da maggio a dicembre.

L’edizione di quest’anno ha coinvolto otto Comuni della zona di produzione del Morellino, Scansano, Manciano, Magliano, Roccalbegna, Grosseto, Seggiano, Massa Marittima e Castiglione della Pescaia, in oltre 15 diversi palcoscenici per un totale di 25 concerti.

Cuore della manifestazione è quindi proprio il luogo di produzione del Morellino di Scansano DOCG

Il Morellino di Scansano DOCG

Il Morellino è un vino DOCG, sin dal 2007, ed è prodotto da uve Sangiovese (85%) e locali per il restante 15%, in una specifica zona della maremma delimitata dai comuni di Scansano, Compagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana e Manciano.

Una zona in cui i numerosi ritrovamenti archeologici dimostrano come la produzione della vite fosse un elemento importante per la locale comunità etrusca.  Successivamente gli stessi romani, in questa zona, produssero vino che poi esportavano, con successo, nelle province occidentali dell’impero. Una piccola rivincita storica di quest’area della Maremma sulle zone della Gallia, dove secoli dopo, sarebbero nati i blasonati vini francesi…

Le caratteristiche di questo vino, nella tipologia “Annata”, sono un colore rosso rubino e un profumo con note di fruttato. E’ un vino “fresco”, che può esser commercializzato dalla primavera successiva alla vendemmia. Al contrario, la tipologia “Riserva”  si presenta con un colore rosso intenso, che con l’invecchiamento tende al granato, aroma di fruttato.  Queste caratteristiche sono conferite dal lungo invecchiamento, almeno di due anni, di cui uno in legno.

Molto del successo di questo vino è legato al benefico effetto dell’esposizione dei vigneti, della natura dei terreni, ricchi di sedimenti marini, dove un tempo era tutto un fiorire di paludi, in stile Camargue, e del clima, particolarmente secco e ventilato durante la fase di maturazione, che fa si che le uve siano generalmente molto sane ed indenni da attacchi parassitari. Mare e clima asciutto e ventoso permettono alle uve di maturare alla perfezione, ma di mantenere grande finezza aromatica che rende unico l’abbinamento del Morellino alle carni rosse, bistecche alla fiorentina, ribollite, ecc.

Cuore del comprensorio del Morellino e naturalmente del Festival, è il Borgo di Scansano

Il Borgo di Scansano

Nato come piccolo Borgo coronato, nel corso del medioevo, da numerosi castelli di grande importanza strategica, Scansano deve il suo sviluppo e la sua fortuna proprio al terrore della malaria, che aveva “costretto” i Granduchi di Toscana a elevare Scansano a vice-capoluogo della provincia di Grosseto, con lo spostamento “per legge” degli uffici pubblici in estate, dal capoluogo al Borgo collinare maremmano.

Questo spostamento obbligato, detto Estatatura, da giugno ad ottobre di ogni anno, comportò l’arrivo nella terra di Scansano di diverse famiglie di benestanti richiamate dalla decisione del Granduca di Toscana e costrette ad investire e valorizzare il comprensorio maremmano. Lo stesso nome del vino Morellino, secondo la tradizione, trae il suo nome dai cavalli bai detti “morelli”,  che venivamo utilizzati per trainare le carrozze delle famiglie e dei funzionari che si spostavano a Scansano. Una piccola ulteriore testimonianza di come, in questa zona, si abbia saputo valorizzare il territorio e le sue difficoltà.

Oggi però Scansano non è solo vino ma ha sviluppato un proprio cuore artistico e culturale, che consente al piccolo Borgo di essere una magica location per eventi e rassegne musicali, artistiche e naturalmente enogastronomiche.

Tornando al “Morellino Classica Festival” che ha in Scansano un ideale e bellissimo punto di partenza, ci ha però permesso di scoprire e conoscere alcune location del territorio particolarmente prestigiose e di straordinario fascino come il Castello di Potentino, la piazza del Castello di Montemerano, il Cassero Senese e la Chiesa di San Pietro e Paolo di Roccalbegna, la Piazza del Duomo di Massa Marittima e la Cava di Montemerano-Saturnia.

Il Borgo di Roccalbegna

In particolare abbiamo scoperto ed apprezzato il piccolo Borgo di Roccalbegna, incassato ai piedi di due ripide rupi, una più alta dell’altra, su ognuna delle quali sorge una fortificazione, la Rocca aldobrandesca, da una parte, e il Cassero Senese, dall’altra.

Grazie al programma culturale, predisposto dagli organizzatori del Festival, abbiamo visitato, accompagnati da guide locali, il Borgo, scoprendo alcune chicche artistiche che vi consigliamo caldamente di visitare durante il vostro prossimo viaggio in Maremma: l’Oratorio romanico del Santissimo Crocifisso, oggi sede del locale museo, che conserva un prezioso crocifisso del 1360, opera di Luca di Tommè,  dono alla cittadinanza da parte dei senesi per “addolcire” il passaggio del Borgo sotto il dominio della Repubblica

e la Chiesa di San Pietro e Paolo, dove si è svolto il concerto del Nigun Clarinet Quartet , a cui abbiamo assistito e che conserva al suo interno uno dei rari stendardi italiani del movimento controrivoluzionario antifrancese del Viva Maria, risalente al 1799 e sull’altare maggiore, tre tavole con la Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo, parti di un polittico, purtroppo smembrato, di Ambrogio Lorenzetti, risalente al 1340 circa.

Castiglione della Pescaia

Tappa prestigiosa e principale di questa edizione del Festival è stata però quella che si è svolta a Castiglione della Pescaia, con la serata dedicata al pittore spagnolo Francisco Goya, in un magico connubio fra arte, musica e storia.

Nell’ambito dello stesso evento  è stato svelato al pubblico un aspetto inedito e poco conosciuto della personalità artistica di Goya, attraverso l’esecuzione, da parte del Maestro Pietro Bonfilio, Direttore artistico del Festival, di un frammento autografo di una partitura musicale recentemente ritrovato tra le opere del pittore spagnolo, due delle quali sono state rese visibili al pubblico nel corso della serata e che saranno esposte, fino a settembre, nei musei della Maremma.

Due capolavori tra luce ed ombra”, come recita il titolo della rassegna, che ci ha permesso di vedere l’opera, che rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale, con cui probabilmente l’artista partecipò al Concorso di Parma nel 1771, che tanto importante fu per la sua successiva carriera artistica, .

Anche la seconda opera esposta, il ritratto di Don Miguel Cayetano Soler esprime la straordinaria capacità di Goya di tracciare sulla tela non solo l’aspetto esteriore del soggetto ma anche e soprattutto la sua psicologia.

L’occasione naturalmente ci ha permesso di visitare anche il Borgo di Castiglione della Pescaia, passeggiando all’interno delle antiche mura aragonesi, ammirando, purtroppo da fuori, l’imponente Castello, risalente al X secolo, e la riserva naturale di Diaccia Botrona, il cui aspetto ci permette di intuire come fosse l’ambiente paludoso della maremma di fine ottocento.

Il nostro viaggio a Castiglione della Pescaia, non poteva concludersi senza una pausa gastronomica finale dedicata anche alla bellezza di questo territorio e della sua cultura. Questa zona della costa maremmana è infatti nota anche per i bellissimi tramonti che riserva ai suoi visitatori. Noi non potevamo perderlo e abbiamo deciso di “Girogustarlo” da un bellissimo ristorantino sulla spiaggia, quello del Bagno Somalia, che vi consigliamo caldamente.

Davanti ad un tramonto quasi cinematografico, accompagnato da un ottimo piatto di spaghetti alle vongole, cucinato da Rudina, la giovane Chef del locale, e da un calice di Vermentino di Toscana, bianco e ghiacciato al punto giusto, abbiamo ascoltato storie e ricordi di questo magico Borgo, come quelli di Vania e Luciano, che negli anni 60 giunsero in queste lido come turisti, desiderosi solo di staccare per un’estate dalla “solita Versilia” e che invece si innamorarono di questo tratto di mare e di questo luogo, realizzando il Bagno Somalia e non lasciando più Castiglione…

Oggi figlie e nipoti li affiancano, riempiendo il locale di entusiasmo e di senso dell’accoglienza. Se volete un consiglio finale, fate come noi, lasciatevi viziare dai profumi, dai colori e dai sapori di questo locale, di questo Borgo e della Maremma, siamo certi che il vostro cuore ve ne sarà grato.

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