Santiago de Compostela (Spagna): la meta ed il cuore del Cammino

Se volete verificare con i vostri occhi cosa significhi provare gioia ed intima soddisfazione per essere riusciti a raggiungere un traguardo a lungo sognato e cercato, vi basta visitare un qualsiasi giorno dell’anno “Praza do Obradoiro” a Santiago de Compostela, in Galizia (Spagna) e guardare in faccia le decine di pellegrini che finalmente, dopo giorni e giorni di cammino a piedi, in bicicletta, a cavallo, sono finalmente giunti alla meta del loro viaggio fisico ed interiore: la Basilica di San Giacomo. Qualcuno guarda incredulo la Basilica, qualcuno ride, qualcuno si sdraia finalmente spossato, qualcuno canta o si saluta con i compagni di viaggio conosciuti da sempre o scoperti durante il percorso. Qualcuno si fa una fotografia di rito, qualcuno chiama casa per trasmettere la notizia e raccontare le proprie emozioni…

 

Sono più di mille anni che questo avviene, da quando nell’anno 813 un eremita di nome Payo, diminutivo di Pelayo (Pelagio), venne attirato da alcune strane luci a forma di stella sul monte Libredòn dove esistevano antiche fortificazioni di un antico villaggio celtico. Incuriosito dallo strano fenomeno, raccontatogli dall’eremita, il vescovo della diocesi Iria Flavia (attuale Padrón), Teodomiro scoprì in quel luogo una tomba che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta: “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”.

Secondo gli Atti degli Apostoli Giacomo morì a Gerusalemme, martirizzato da Erode Agrippa nel 44 dopo Cristo, ma per un’antica tradizione,  i suoi discepoli, con una barca guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia, dove, sempre secondo questa antica tradizione, Giacomo aveva predicato il Vangelo alle popolazioni celtiche locali,  per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, all’epoca il porto romano più importante della zona. Poi come sappiamo con la caduta dell’Impero romano, le invasioni barbariche, l’arrivo degli arabi, di questa tomba si erano perse memorie e tracce, fino a quella notte in cui Pelagio osservò le stelle…

Riscoperta la tomba dell’Apostolo, Alfonso II, re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio, dove i monaci benedettini nell’893 fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo, dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l’Europa. Venne così fondato il Santuario di Santiago di Compostela, divenuto in seguito Cattedrale e poi Basilica minore.

Da allora, da più di 10 secoli, tantissimi pellegrini, me compreso, compiono questo percorso, riconosciuto nel 1985 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ed arrivano davanti alla Cattedrale di San Giacomo stanchi ma profondamente sereni e felici.

La Cattedrale di San Giacomo

Entrando nella Cattedrale compiono alcuni piccoli gesti che si tramandano da secoli.

Traversando il “Portico della Gloria“, bellissimo portale medievale intagliato nel marmo dal Maestro Matteo,  tutti i pellegrini mettono la propria mano sotto l’immagine di San Giacomo per ricordare al Santo i motivi, gli impegni, le promesse che li hanno spinto a fare il cammino fino alla sua tomba.

Successivamente salgono nella parte superiore dell’Altare maggiore per abbracciare e salutare il Santo. Secondo una tradizione spagnola, compiendo il Cammino, il pellegrino è diventato pian piano, attraverso il suo impegno, la sua determinazione e la sua fatica un amico del santo e come tale, arrivato in Basilica, può andare a salutarlo così come si salutano gli amici cari, con un abbraccio,  sussurandogli un’antica frase risalente al medioevo il cui odierno significato è “Raccomandami a Dio, amico mio”.

Salutato con un abbraccio il nuovo “amico” si scende in cripta per pregare davanti alla tomba dell’Apostolo e poi si partecipa alla speciale “Messa del Pellegrino” che viene celebrata ogni giorno alle 12 ed alle 19. Durante questa messa, riservata ai soli pellegrini, vengono salutati e citati tutti i pellegrini arrivati a Santiago quel giorno ed i paesi e nazioni di provenienza. Il venerdì e nei giorni di festa liturgica solenne viene utilizzato uno degli oggetti più conosciuti e caratteristici della cattedrale di Santiago: il Botafumerio.

 

Questo antico e gigantesco turibolo è forse uno degli elementi più caratteristici della Cattedrale di Santiago. Si tratta di un enorme incensario di ottone bagnato in argento del peso di ben 53 chilogrammi e dell’altezza di 1,5 metri. Per essere fatto oscillare ha bisogno di 8 persone (i tiraboleros) e, una volta azionato, raggiunge i 20 metri di altezza. Durante l’oscillazione (che va da un braccio all’altro della Cattedrale), il Botafumeiro sfiora una velocità di quasi 70 km/h. La funzione del primo incensario installato verso il XIV secolo era quella di coprire l’odore dei pellegrini che giungevano alla chiesa dopo lunghe giornate di cammino e con un odore corporale non proprio “paradisiaco”.

Completati i tradizionali gesti legati al pellegrinaggio, dedicatevi a dare un’occhiata a questa bellissima chiesa che accoglie armoniosamente tanti diversi stili architettonici dal romanico al barocco. Visitate le tradizionali cappelle “nazionali” dei pellegrini (italiana, francese, inglese, tedesca, portoghese) dove i visitatori possono ascoltare la messa nella propria lingua madre. Completate la visita ammirando la “Porta Santa”, in bronzo, attraverso cui passano i Pellegrini durante l’Anno Santo Campostellano, che si svolge ogni anno in cui la Festa di San Giacono (25 luglio) cade di domenica.

Praza do Obradoiro

Terminata la visita uscite nuovamente sulla Praza do Obradoiro, e fermatevi ad ammirare la facciata esterna della cattedrale e la notevole architettura degli altri edifici che affacciano sulla Piazza: l’Hostal dos Reis Católicos, antico albergo dei pellegrini ora trasformato in hotel superstellato; il Pazo de Raxoi, che ospita il municipio di Santiago di Compostela.

Prendetevi cinque minuti per entrare nella hall, rinascimentale, dell’Hostal e se la vostra visita avviene a ridosso dell’orario di colazione, pranzo e cena potrete assistere ad un’altra delle particolarità del Cammino di Santiago. Durante il loro percorso tutti i pellegrini, per essere riconoscibili, hanno una “credencial” che man mano si riempie di “selli” (timbri) a testimonianza del cammino realmente fatto. Lungo tutto l’itinerario, che nel caso ad esempio del Cammino francese sfiora gli 800 chilometri, tutti i ristoranti per antica tradizione, siano piccole osterie o ristoranti stellati, riservano ai pellegrini, dotati di credencial che si vogliono fermare, alcuni posti ed un “menù del pellegrino” dal prezzo non superiore ai 5 euro. E’ un segno di accoglienza che vale per tutti e che anche l’Hostal dos Reis Católicos, con tutte le sue svariate stelle, segue fin dalla fondazione. E’ un piccolo omaggio che si fa a San Giacomo, rappresentato da ogni pellegrino che entra e vi assicuro, per esperienza personale, non sempre la fatica, il caldo e le vesciche ti rendono presentabile…

Ammirata la Piazza visitate il Museo della Cattedrale ed il vicino Museo del pellegrinaggio, che raccolgono oggetti, reperti e arredi provenienti dalla Cattedrale e poi perdetevi nelle stradine del centro storico di Santiago, andando alla scoperta degli altri luoghi non direttamente legati al Cammino.

 

Il Mercato di Abastos

Se avete fame iniziate da una visita all’Abastos, il tradizionale mercato alimentare, e non rimarrete certo delusi. Tra centinaia di bancarelle, cercate quelle dei contadini dei dintorni con i prodotti freschissimi dei loro orti, ma anche gustosissime specialità locali come il formaggio tetilla o le empanadas. E non perdetevi la specialità tradizionale della Galizia il “pulpo à la gallega“, polipo preparato con patate e paprica dolce e piccante, e servito su taglieri di legno. In Spagna tutti i mercati, diversamente da quanto succede nel nostro paese, non sono operativi solo nella mattinata, ma completata l’attività commerciale, si trasformano in piccoli locali dove poter gustare le specialità del territorio con i prodotti “freschi” commercializzati fino a qualche ora prima. Un modo gustoso ed intelligente per far vivere queste attività per tutta la giornata e per limitare l’invenduto ed il conseguente scarto.

Quattro passi per Santiago

Ristorata l’anima in Cattedrale e lo stomaco al Mercato completate il vostro giro di Santiago visitando il Monastero di San Martin Pinario con le sue bellissime opere d’arte che ne fanno uno degli scrigni di bellezza religiosa spagnola, secondo solo al Monastero reale dell’Escorial nei dintorni di Madrid.

 

Proseguite con l’antica Chiesa di San Francesco, che secondo la tradizione fu fondata per volere dello stesso Santo, pellegrino a Santiago de Compostela nel 1214.

Entrate e guardate la vicina curiosa chiesa dedicata alle Anime del Purgatorio con i suoi altari che raccontano “visivamente” la passione e la risurrezione del Cristo.

 

 

Completate la vostra passeggiata visitando il Monastero benedettino dedicato a San Pelayo de Antealtares, considerando un gioiellino del barocco galiziano ed il Colegio de Fonseca, primo edificio sede dell’Università di Santiago di Compostela fondata nel 1522.

 

Similmente agli antichi pellegrini, finito il giro, acquistate, in uno dei tanti negozietti del centro storico, la conchiglia (concha) simbolo del Cammino di Santiago, fin dal medioevo.

I pellegrini dei primi secoli, infatti, concludevano il Cammino arrivando fino a Finisterre (località della costa considerata, nel medioevo, la fine della terra fino ad allora conosciuta) dove si spogliavano, bruciavano tutti i vestiti, facevano il bagno nell’oceano, indossavano una tonaca bianca e infine raccoglievano le grandi conchiglie che oggi chiamiamo capesante e che venivano cucite sul cappello o sul mantello a testimonianza d’essere arrivati effettivamente fino a Santiago.  Dato che la tentazione di barare è antica quanto l’uomo, la conchiglia, la cui vendita era consentita solo all’interno delle mura di Santiago, divenne una vera e propria certificazione di avvenuto pellegrinaggio da mostrare alle autorità civili o religiose una volta rientrati nel proprio paese.

Hai commenti da fare, domande da porre, pensieri da condividere su questo Post?

Scrivimi su lamberto.giroviaggiandoblog@gmail.com

 

 

 

Voi cosa ne pensate?