Il borgo di Montecelio, fra archeologia, tradizioni e gastronomia
Una giornata alla lenta scoperta di un piccolo borgo, nel comune di Guidonia, ricco di tradizioni storiche, gastronomiche e culturali.
Il borgo di Montecelio è una piccola ma bellissima frazione del Comune di Guidonia, in provincia di Roma. Se amate le mete poco conosciute da scoprire lentamente, affidandovi alla vista ed ai profumi locali, non dimenticate questa piccola meta a pochi chilometri da Roma. Meta che io ho scoperto e visitato nell’ambito di una collaborazione retribuita con l’Associazione Italiana Travel Blogger, in collaborazione con la DMO Terre di Otium.

La visita faceva parte di un interessante evento: “Mnemosine, l’Arte viva della Memoria”, organizzato sempre dalla DMO Terre di Otium, e dedicato proprio alla fruizione lenta, dei borghi di questo territorio (Tivoli, Guidonia, i Monti Prenestini, la Valle dell’Aniene e la Sabina Romana) e delle loro memorie artistiche, culturali, gastronomiche ed artigianali.
L’originalità del Borgo di Montecelio
Contrariamente ai tanti borghi di origine medievale del territorio laziale, Montecelio si sviluppa non su uno ma su due colli, seppur molto ravvicinati, l’uno, “La Rocca“, dominato dai resti dell’antica Rocca medievale risalente all’anno mille e l’altro, “Monte Albano“, nato intorno al XII secolo, oggi centrato sul Convento settecentesco di San Michele. Convento che con la nascita del Regno d’Italia nel 1870, ha perso la sua funzione religiosa e ne ha assunta, dopo anni di abbandono, una archeologica, ospitando il bellissimo Museo Civico Archeologico, dedicato a Rodolfo Lanciani, insigne archeologo e studioso di topografia romana e padre della “Forma Urbis” capitolina, originario di questo borgo dell’interland romano.

Il Museo Civico Archeologico Rodolfo Lanciani
La collezione archeologica ospitata dal museo si compone di reperti provenienti da tutto il territorio comunale di Guidonia Montecelio e si sviluppa intorno al chiostro della struttura conventuale con un itinerario che, dalla preistoria, passando per l’età romana, arriva al ‘600.

Il reperto più famoso della collezione è il gruppo scultoreo della Triade Capitolina, che raffigura, sedute su un unico seggio le divinità tutelari ufficiali dello stato romano: Giove, Giunone e Minerva. Questa opera, proviene dal Parco naturale – archeologico dell’Inviolata e fu ritrovata come parte dell’arredo di una grande villa rustica di epoca romana. L’opera fu trafugata nel 1992 e recuperata due anni più tardi dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

La collezione museale è ulteriormente arricchita da un busto dell’imperatore Settimio Severo, risalente al secondo secolo dopo Cristo, recuperato dalla Guardia di Finanza nel 2018, e da uno splendido mosaico dedicato al “Ratto di Europa” proveniente dalle terme private di un’altra villa rustica romana in zona Villalba di Guidonia.

Il Museo è visitabile durante il fine settimana dalle 9 alle 13. La visita guidata delle collezioni ospitate costa 5 euro per adulti e 3 euro per i minori. La visita e maggiori informazioni possono essere richieste alla mail: prenotazionemuseolanciani@gmail.com
La Chiesa ed il Convento di San Michele arcangelo
Il Museo Civico Archeologico è ospitato nel Convento settecentesco francescano dedicato a San Michele arcangelo, con annessa Chiesa, sempre di origine settecentesca. Nella parete di fondo fu posta la copia, opera di Giovanni Battista da Roma, del quadro di Guido Reni raffigurante S. Michele, il cui originale è conservato nella chiesa dei Cappuccini in via Veneto a Roma.

Nel 1888 la chiesa subì una notevole trasformazione ad opera del monticellese Padre Michelangelo Cianti che ne rinnovò l’interno dipingendo di sua mano con tempere la volta centrale e le parti presso i finestroni e curando che fosse decorata con dorature e stucchi. Purtroppo oggi la chiesa ed i suoi affreschi non sono liberamente visitabili per ragioni di sicurezza. Ma alcune opere di Padre Michelangelo possono essere viste anche presso la vicina chiesa di San Giovanni, all’ingresso del Borgo.
Montecelio: i piatti tipici
Dopo aver visitato il Borgo di Montecelio con le sue tipiche piazze e stradine, potete concedervi una meritata pausa gastronomica. Piatto tipico del Borgo sono “le pinciarelle“, pasta fatta rigorosamente a mano con acqua e farina e condita con sugo di pomodoro fresco e formaggio locale ed a cui è dedicata una specifica Sagra a metà di settembre.

Nelle festività pasquali è usanza a Montecelio fare tutta una serie di dolci a forma di giocattoli come ‘a palommella, ‘a borzetta per le bambine, u’cavallucciu e u’piccione per i maschietti. ‘A palommella, normalmente la più conosciuta ed assaggiata, consiste in una figura femminile che porta sulla pancia un uovo simbolo di fertilità e rinnovamento.
La DMO Terre di Otium
Come vi abbiamo raccontato fin dall’inizio abbiamo visitato Montecelio ed il Museo Civico Archeologico Rodolfo Lanciani nell’ambito di una collaborazione retribuita con l’Associazione Italiana Travel Blogger, in collaborazione con la DMO Terre di Otium.
La DMO Terre di Otium si occupa della promozione turistica di tutta una bellissima fascia di territorio laziale che comprende i comuni di Tivoli, Guidonia, i Monti Prenestini, la Valle dell’Aniene e la Sabina Romana.
Il termine “Otium” si riferisce all’arte di godere del tempo libero, un concetto che la DMO intende promuovere attraverso esperienze turistiche che permettano ai visitatori di immergersi nella cultura e nella natura del territorio. Le “Terre di Otium” offrono opportunità per chi ama la natura, la storia, e la gastronomia, creando esperienze indimenticabili per i viaggiatori.



