Guidonia: l’antico cuore della tecnologia aeronautica italiana
Visitare l’Aeroporto Militare di Guidonia, a pochi chilometri da Roma, permette di scoprire l’antico cuore tecnologico dell’Aeronautica italiana. Una grande fucina di idee e di sperimentazioni che, grazie ad una grande lavoro di squadra, diede vita ad uno dei più importanti centri di eccellenza aeronautici mondiali del periodo precedente alla seconda guerra mondiale.
Fin da bambini, per ognuno di noi, visitare un aeroporto è sempre una esperienza ricco di fascino e di magia. Visitare un aeroporto militare è ulteriormente una esperienza unica, perchè manca il consueto affollamento dei viaggiatori che riempiono gli aeroporti commerciali, ma si scoprono e si entra in contatto con un mondo tecnologico, che non siamo abituati a vedere ma che è la base della affidabilità e sicurezza del trasporto aereo che conosciamo ed utilizziamo tutti.
Guidonia: come nasce un aeroporto
Vi siete mai chiesti come nasce un aeroporto, e perchè? L’ Aeroporto militare di Guidonia che vi raccontiamo oggi, nasce nel 1915, nella pianura a sud del borgo di Montecelio.
Tra il 1916 e l’autunno del 1918 l’Aeroporto militare di Guidonia fu sede di una delle principali scuole di addestramento per i primi “pionieri” piloti dell’Aeronautica, che vennero impegnati durante il primo conflitto mondiale e che, nella gran parte dei casi, provenivano da settori diversi dell’esercito e dovevano essere totalmente formati, per combattere non sul terreno ma in aria.

Durante il periodo fascista l’Aeroporto militare di Guidonia, dedicato al Tenete Colonello Pilota Alfredo Barbieri, diventò il luogo di incontro di piloti, tecnici ed ingegneri che poterono così scambiarsi una notevole serie di informazioni ed esperienze che contribuirono allo sviluppo degli studi aeronautici e lo resero famoso nel mondo aeronautico,
Nel 1924 iniziò lo sviluppo tecnologico del sito aeroportuale. Si costruì la prima galleria aerodinamica e cominciò a funzionare una Sala Prova Motori, un’Officina di Precisione, un Magazzino Materiale degli Studi e delle Esperienze. Venne successivamente creato l’Istituto psicofisiologico che serviva per gli studi e le prove necessarie per le ricerche sulla respirazione e sul comportamento degli aviatori ad alta quota. Qualche anno più tardi venne formalmente costituito il primo Centro Sperimentale Aeronautico. Con l’aumentare delle attività e quindi di personale, si rese necessario la costruzione di edifici ad uso civile con alloggi, una scuola e un ufficio postale, una stazione ferroviaria, creando così i presupposti per la nascita dell’attuale città di Guidonia.
Guidonia: nasce la Direzione Superiore Studi ed Esperienze
La Direzione superiore studi ed esperienze (DSSE) nasce, all’interno dell’Aeroporto Militare di Guidonia Montecelio, come centro di sperimentazione aeronautica e, negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, si connota da subito come un’eccellenza mondiale, uno dei primissimi e più avanzati centri di ricerca e sviluppo scientifico, dove si realizzano serie di sperimentazioni su tutto ciò che è legato al volo, ivi compresi i nuovi velivoli, gli armamenti e gli equipaggiamenti.

Questo Centro aveva la particolarità di comprendere nel suo ambito tutti i settori della ricerca aeronautica dell’epoca: radiotecnica, armamento, tecnologia, aerodinamica subsonica, ottica, fotografia e strumentistica. Alla ricerca nel settore della tecnica aeronautica furono via via affiancati anche altri centri di studio in un certo senso “affini”, per ricerche di Medicina aeronautica, il Reparto Sperimentale di Volo e uno Stabilimento di costruzioni aeronautiche (SCA).
Già nei primi mesi venne realizzato, all’interno del sito, un impianto per le prove di durata e resistenza di motori ed eliche e uno per le prove delle fusoliere. Nel 1924 fu costruita la prima galleria aerodinamica e venne messa in funzione la Sala Prova Motori, l’Officina di Precisione e l’Istituto Psicofisico dove si studiava la fisiologia umana nelle condizioni estreme delle alte quote. Negli anni ‘27 e ‘28 fu costruita la famosa pista inclinata di 7 gradi che consentiva di accorciare notevolmente la corsa di decollo a velivoli sovraccarichi.

Tra il 1932 e il 1935 la sede della DSSE fu arricchita di quattro nuove gallerie del vento. Una di esse è stata la prima galleria supersonica del mondo: attivata da una grande elica intubata mossa da un motore da 3.000 cavalli. Inoltre, venne realizzata la vasca idrodinamica, lunga ben 493 metri, nella quale si sperimentarono modelli in scala di chiglie e galleggianti di idrovolanti di ogni tipo. Molti di questi impianti hanno rappresentato il primo anello tecnologico per la realizzazione di equipaggiamenti, avanzatissimi per l’epoca, precursori delle moderne apparecchiature usate in campo astronautico.

A Guidonia, grazie alla innovativa pista inclinata, vennero stabiliti molti record e primati di volo, conquistati dalla Regia Aeronautica che, nel 1939 alla vigilia della seconda guerra mondiale, ne deteneva 33 degli 84 previsti dalla Federazione Aeronautica Internazionale. Da Guidonia partirono i famosi “Sorci Verdi”, gli SM. 79 che vinsero il raid Istres-Damasco-Parigi e sempre da Guidonia partiva la linea aerea postale per Rio De Janeiro e da qui partì anche il raid per Tokyo compiuto nel 1942, in piena seconda guerra mondiale.

Purtroppo dopo il 1943 i numerosi bombardamenti dell’Aeroporto militare hanno comportato notevoli danni alle strutture dell’epoca ulteriormente soggette, negli anni successivi al deterioramento del tempo. Terminata la guerra, la Direzione Superiore Studi ed esperienze venne spostata nell’aeroporto di Pratica di Mare, dov’è tutt’ora.
Guidonia: cosa vedere e visitare dentro l’Aeroporto
Recentemente, però, nell’ambito delle varie iniziative per celebrare il centenario della fondazione dell’Aeronautica militare italiana (1923-2023), si è deciso di fare del sito uno spazio museale aperto al pubblico, liberandolo dalla fitta vegetazione che ormai, dopo tanti anni, lo ricopriva e creando un suggestivo percorso tra le principali strutture ancora visibili.

Tra i manufatti ancora parzialmente visibili lungo il percorso si trovano i tre edifici della Sezione Aerodinamica, che ospitavano le gallerie del vento, la galleria a doppio ritorno e quella supersonica, la più avanzata dell’epoca per potenza e dimensioni, conosciuta anche come “galleria stratosferica ultrasonora”. Altro elemento di rilievo è la Sezione Idrodinamica, la cui vasca era tra le più grandi e innovative di quel periodo.

Per dare al visitatore una visione completa di come era, l’intero sito della DSSE è stato ricreato virtualmente ed è fruibile attraverso un’esperienza immersiva che ne valorizza le attività e le metodologie di sperimentazione.

Oltre al percorso esterno è stato, inoltre, deciso di creare uno spazio espositivo permanente nell’edificio che al tempo della DSSE costituiva la divisione radioelettrica della base, dove è possibile visionare i modelli in scala di alcuni dei velivoli sviluppati tra la fine degli anni 20 e gli inizi degli anni 40, molte delle strumentazioni utilizzate all’epoca all’interno della struttura, alcune delle tute indossate dai tecnici e dai piloti di quel periodo e un certo numero di volumi redatti in quegli anni sulla base degli studi effettuati.
Guidonia: informazioni tecniche per la visita
Singoli visitatori singoli e famiglie, possono visitare il sito aeroportuale il sabato e domenica, ma solo su prenotazione, mentre Associazioni, Scolaresche e Gruppi organizzati, possono svolgere la visita tutti i giorni ma con orario e data da concordare con l’Ufficio Prenotazioni. Tutte le visite sono gratuite.
Le date e le fasce orarie saranno rese disponibili mensilmente, sul sito dell’Aereonautica Militare, sezione Eventi. Ogni singolo visitatore potrà prenotare fino ad un massimo di 5 persone. Dopo la prenotazione verrà generato un QR CODE da portare a seguito per consentire l’accesso al 60° Stormo di Guidonia, unitamente ad un valido documento di riconoscimento. L’accesso sarà consentito esclusivamente per l’orario e la data prenotata. Al momento della prenotazione inserire un proprio recapito telefonico per eventuali comunicazioni. È presente un parcheggio pubblico fuori dall’Aeroporto, mentre al suo interno potranno accedere le autovetture dei visitatori con disabilità.
Come vi abbiamo indicato anche nei due articoli precedenti, dedicati a Montecelio ed ai presepi viventi di Poli e San Gregorio da Sassola abbiamo visitato questo storico sito aeroportuale nell’ambito di una collaborazione retribuita con l’Associazione Italiana Travel Blogger, in collaborazione con la DMO Terre di Otium.

La DMO Terre di Otium di occupa della promozione turistica di tutta una bellissima fascia di territorio laziale che comprende i comuni di Tivoli, Guidonia, i Monti Prenestini, la Valle dell’Aniene e la Sabina Romana.
Ringrazio l’Associazione Italiana Travel Blogger, la DMO Terre di Otium e l’Aeronautica Militare per la fornitura del materiale fotografico necessario all’elaborazione dell’articolo dopo il furto, subito nei giorni successivi alla visita, della mia personale strumentazione tecnica.



