Casperia (Ri): l’Aspra bellezza della verità e la tentazione delle apparenze

A Roma mi avevano consigliato di spingermi fino ad Aspra, sui monti della Sabina. […] Nera e pittoresca, sorge su di un colle, da dove si gode la vista del monte Soratte, della Campagna romana, dei monti della Sabina, degli Appennini, e a sinistra di un profondo scoscendimento, dominato da una rupe, sulla quale si leva un oscuro gruppo di case, circondato da mura nere e coronato di torri. Questa è Aspra, la Casperia dei Romani, vero nido di aquile, inaccessibile ed inattaccabile.

(Ferdinand Gregorovius, Attraverso l’Umbria e la Sabina in Passeggiate per l’Italia, 1861)

Anche a noi moderni viaggiatori, sulle orme del grande Gregorovius, ci siamo spinti nel cuore di questa bellissima parte della Sabina, grazie all’invito arrivatoci dall’Associazione Nazionale Dimore Storiche, di visitare e raccontare ai nostri Giroviaggiatori, Palazzo Forani a Casperia, in Provincia di Rieti.

Per chi non conoscesse molto la Sabina, Casperia è un borgo di circa 1300 abitanti situato tra la riva sinistra del Tevere ed il versante occidentale dei Monti Sabini. L’abitato ha un aspetto medievale, con strade a cerchi concentrici che via via si restringono, inerpicandosi sui versanti del colle sino a culminare in piazza S. Giovanni Battista ove si erge l’omonima chiesa parrocchiale.  Ma lasciamo ancora la parola ad alcuni visitatori illustri del secolo scorso:

giungemmo dinanzi alle mura. Qui il cocchiere si arrestò, e mi spiegò che il paese non aveva strade praticabili. Scesi allora e mi avviai verso la porta. Qual luogo spaventosamente solitario e selvaggio! Strettissime e oscure vie fra case ammonticchiate e soffocantesi a vicenda, o piuttosto che vie, letti di torrenti montani: ecco Aspra.

(Ferdinand Gregorovius, Attraverso l’Umbria e la Sabina in Passeggiate per l’Italia, 1861)

Davanti alle porte del paese bisogna fermare la vettura e attaccare i cavalli, poiché non ci sono strade, ma solo viuzze a gradini: le piazzette, gli archi, i cammini di ronda, quasi tutto è rimasto come mille anni fa.”

(Giovanni Fattori, Alla ricerca dell’Italia, 1899)

Anche oggi, l’unico modo per scoprire Casperia è lasciare la macchina fuori dalle mura ed inerpicarsi nei vicoli medievali del Borgo per scoprirne l’aspra e naturale bellezza. Non è un caso che fino al 1947 Casperia si chiamava in realtà “Aspra ” in omaggio alla sua collocazione o alla particolarità morfologica del colle su cui sorge.

Una bellezza concreta, pulita, essenziale, quella che si respira camminando nei vicoli del Borgo, ma forse troppo spartana per una parte dei suoi abitanti, che fin dal 1700, approfittando della moda del classicismo, tentarono di dare una genealogia più nobile al paese, abbracciando la tesi che Aspra sorgesse sulle rovine della nobile ed antica città sabina di Casperia, citata da Virgilio nel Libro VII dell’Eneide.

Per carità, solo un piccolo peccato veniale, comune a molte famiglie e città antiche che, per nobilitarsi, cercavano di ricollegare la loro genesi storica a qualche personaggio illustre dell’antichità.  Lo stesso Virgilio scrisse la sua Eneide per “nobilitare” la Gens Iulia, del neo Signore di Roma, Ottaviano Augusto, la cui famiglia era invece originaria del Municipio romano di Velletri. Anche numerose città devono la loro “fantastica” fondazione a Dei o semi dei greci o latini, passati “casualmente” da quelle parti (ad esempio Ercole fondatore di Caprarola, di cui il nostro blog si è occupato visitando il meraviglioso Palazzo Farnese).

Ecco quindi che Aspra per diventare Casperia, si affida a Ignazio Serafini, noto umanista e falsario sabino, per realizzare documenti che attestino questo collegamento. Ma cambiare identità non è semplice e scontato ed agli aspresi riesce solo nel 1947, quando ufficialmente il Borgo cambia nome nell’agognata Casperia.

In realtà basta una semplice passeggiata per il centro storico di Aspra / Casperia, per accorgersi che la bellezza di questo luogo non dipende affatto dalla nobiltà o antichità del suo nome. La bellezza, unica, del Borgo passa invece dalla sua cinta muraria medievale (XIII secolo), dalle sue piazzette, realizzate sopra le cisterne di acqua piovana, indispensabili in un paese che dentro le mura non aveva sorgenti e dove la prima fontana di acqua potabile, appena fuori le mura, è del 1890.

Passa dalla sua Chiesa parrocchiale cinquecentesca, dedicata a San Giovanni Battista, che ancora conserva la primitiva torre campanaria duecentesca con due ordini di doppie bifore e una loggetta terminale, e realizzata nel punto più alto del paese, proprio di fronte alla pianta di Leccio, altrettanto antica e simbolo del paese e indiscussa protagonista del suo skylight.

Perchè una delle particolarità di questo comune sabino è di custodire nel proprio territorio ben quattro alberi monumentali censiti dal Corpo forestale dello Stato: il leccio del centro storico di Aspra/Casperia; il terebinto di Montefiolo; il faggio di Fonte Cognolo; il cerro di Valle Ferrara.

 

Per gli amanti dell’archivistica e degli antichi documenti Casperia riserva un archivio storico fra i più importanti del Lazio. Vi sono, infatti, conservati documenti riguardanti la vita della comunità asprese e di quelle limitrofe dal 950 al 1975, tra cui più di 300 pergamente risalenti all’anno mille e documenti notarili datati tra il 1351 ed il 1860.

Ma torniamo ai vicoli di Casperia, alle sue mura ed ai suoi palazzi, tra i quali spicca Palazzo Forani, dimora storica e nobile causa della nostra visita.

Palazzo Forani fu costruito alla fine del secolo XVI dalla famiglia asprese dei Bruschi, e conta oltre cinquanta stanze, inclusa una cappella privata in cui venivano celebrate due messe al giorno.

All’ingresso del palazzo si trovano due statue rappresentanti due orsi simbolo della nobile famiglia romana degli Orsini, che però non sono mai stati proprietari dello storico Palazzo o feudatari di Casperia. Anche in questo caso la famiglia proprietaria locale dei Bruschi, desiderava semplicemente ulteriormente nobilitarsi, collegandosi, in qualche modo alla nobile famiglia romana.

Nel 1781 il palazzo ospita per nove giorni il Cardinale Andrea Corsini durante una sua visita pastorale nella Diocesi Sabina. Da allora la camera, arredata appositamente per l’illustre ospite, prende il nome di “Camera del cardinale” ed è naturalmente di un acceso e bellissimo color rosso porpora….

Durante la dominazione napoleonica i Bruschi restaurano il palazzo secondo lo stile neoclassico realizzando le quattro colonne doriche nell’ingresso, nuovi ricchi stucchi decorativi, la galleria con volta e pareti dipinte, il rinnovo dell’arredamento con mobili e consolle in stile impero e le decorazioni alle pareti con papier peint tipicamente francesi.

Dopo il Congresso di Vienna le terre e il palazzo dei Bruschi furono confiscati dallo Stato Pontificio poiché Giuseppe Bruschi, sindaco di Aspra dal 1809, si era schierato con la Repubblica Romana e con Napoleone. Il palazzo e i beni furono acquistati dalla famiglia Petrocchi e passarono, dopo il 1870, alla famiglia Pompili-Maldura. Dopo ulteriori passaggi di mano, nel 1929 il palazzo passa, per eredità, alla famiglia Forani, che nel 1935 cura una nuova ristrutturazione interna del Palazzo e realizza un parco collinare in cui molte specie vegetali tipiche del clima mediterraneo sostituirono i secolari ulivi della Sabina.

Tutti questi numerosi passaggi di proprietà e di stili, rendono lo storico Palazzo, un complicato ma bellissimo mix, di oggetti, storie e stili diversi, tanto da far realizzare a Luigi Forani, una piccola targa di “spiegazione” artistica che i visitatori possono leggere ancora oggi:

Non è un Palazzo, non è un castello, non è una villa gentilizia.

Questa è la dimora di un poeta che non fa versi e di un pittore che non sa disegnare

(Luigi Forani – 1940)

Completata la visita del palazzo, torniamo ad immergerci nelle stradine del Borgo, gentilmente accompagnati da alcuni rappresentanti degli appassionati amministratori di questo paese sabino dove, lasciate le antiche velleità dell’apparenza, si è invece imboccata da anni, la positiva strada della concreta difesa e valorizzazione di un territorio schietto, concreto, aspro e, quindi, vero e bellissimo.

Un ritorno all’Aspra… bellezza delle origini premiata con la prestigiosa bandiera arancione del Touring Club Italiano, con la seguente motivazione: La località si distingue per l’integrità e l’omogeneità del nucleo abitativo antico, ristrutturato e curato. Da segnalare la pedonalizzazione  delle vie del centro storico pulitissime, ben curate e ricche di strutture ricettive, ristorative e negozi.“

Un Borgo acqua e sapone, naturale e bellissimo, che vi consigliamo al più presto di visitare.

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