Anagni (Fr): il cuore medievale del Papato

«Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto, veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,

e nel vicario suo Cristo esser catto.

Veggiolo un’altra volta esser deriso; veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,

e tra vivi ladroni esser anciso.»

(Dante Alighieri – Purgatorio, Canto XX, vv. 85-90)

Anagni è una delle più interessanti cittadine d’arte della Ciociaria e del Lazio. Adagiata sopra una dolce collina tufacea a dominio della Valle del Sacco, l’antica Anagnia fu capitale “sacra” dagli Ernici. Secondo la leggenda, fu una delle cinque città “ciclopiche” create dal Dio Saturno, che sempre secondo la mitologia amava risiedere nel Lazio, tanto da dar vita in questa terra alla mitica “età dell’oro”, che noi moderni discendenti avremmo più volte rimpianto.

Nella realtà la vera “età dell’oro” di Anagni è il Medioevo, quando la città, diventa per qualche secolo la sede principale del Papa, complice l’insicurezza di Roma, a causa delle perenni sanguinose lotte fra le varie famiglie nobili romane. In questo periodo, salgono al soglio pontificio ben quattro Papi di Anagni: : Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII Caetani, il più famoso, reso immortale da Dante nella Divina Commedia e dall’episodio del famoso “Oltraggio” che proprio ad Anagni si svolse e che l’Alighieri riassume in alcuni versi del XX Canto del Purgatorio, che apre il nostro articolo.

Questo straordinario periodo d’oro ha lasciato ad Anagni ed ai visitatori che la vogliono ammirare un caratteristico cuore medievale, ricco di luoghi ed edifici che ricordano e tramandano le sue vicende storiche.

La Cattedrale di Santa Maria

La costruzione della Cattedrale di Anagni risale agli anni 1072-1104 ad opera del vescovo Pietro da Salerno. La Cattedrale è di stile romanico mentre, nell’interno, si presenta in gotico lombardo.

La Cattedrale di Anagni

La frequente presenza dei pontefici in Anagni spiega perché la Cattedrale fu sede di importanti fatti storici come la canonizzazione di San Bernardo di Chiaravalle e di Santa Chiara d’Assisi, e le scomuniche contro gli imperatori Federico Barbarossa, Federico II di Svevia e Manfredi.

L’edificio sacro è a tre navate. Caratteristico il pavimento a mosaico eseguito nel 1231 dalla celebre famiglia di marmorari romani, i Cosmati (da qui l’aggettivo cosmatesco).  Sullo sfondo dell’abside centrale, campeggiano le figure degli Apostoli, in alto le figure dei santi venerati ad Anagni, l’Annunciazione e l’Eterno Padre opera dei pittori Pietro e Giovanni Gagliardi. Nell’abside di sinistra i discepoli di Emmaus e gli angeli adoranti. In quella di destra il matrimonio tra S. Giuseppe e la Vergine ed il Transito di S. Giuseppe. Nell’abside maggiore possiamo ancora ammirare tre pregiate opere del Vassalletto (1263): una bellissima colonna tortile mosaicata per il candelabro del cero pasquale, la cattedra episcopale e il ciborio che copre l’altare.

Ma la vera meraviglia della Cattedrale, che da sola vale la visita, è la Cripta, dedicata a San Magno, patrono della città, costruita contemporaneamente alla chiesa superiore e conosciuta come la cappella sistina del medioevo.

Il suo pregio consiste nell’armonia di un bellissimo intreccio di archi romanici, nel pavimento cosmatesco originale e negli splendidi affreschi che ricoprono una superficie di 540 m². Il ciclo pittorico è opera di artisti ignoti ma appartenenti a tre botteghe diverse e rappresenta la storia della salvezza dell’uomo dalla sua origine al suo giudizio. Sulle ventuno volte, infatti, si trovano raffigurate scene dell’Antico e Nuovo Testamento (storia dell’Arca dell’Alleanza e Apocalisse) e un raro e importante ciclo sulla creazione del mondo.

Sulle pareti, invece, sono affrescate le storie dei miracoli attribuiti a S. Magno e le agiografie dei santi sepolti negli altari, nei quali riposano i corpi di S. Magno, patrono della città, SS. Aurelia e Noemisia, S. Secondina e reliquie di S. Oliva, S. Sebastiano, S. Cesareo diacono e martire e altri martiri. Mai come in questo caso dobbiamo apprezzare la funzione “didattica” di queste opere che raccontavano ad una popolazione in larghissima parte analfabeta, le storie e le strade della salvezza e della conoscenza umana.

Accanto alla Cripta, possiamo visitare ed ammirare un’altra piccola meraviglia: l’Oratorio di San Tommaso Becket ricavato da un antico mitreo, di cui si conserva ancora l’ara sacrificale, trasformato più tardi in oratorio cristiano. Particolarmente interessante è il ciclo pittorico che ha lo scopo di catechizzare il popolo attraverso le immagini di episodi biblici: dalla creazione dell’uomo alla nascita di Gesù, fino al Giudizio Universale e al trionfo di Cristo.

Reliquiario di San Tommaso Becket

Di particolare bellezza è l’affresco della parabola delle Vergini stolte sulla parete d’ingresso. Inoltre, è presente un ciclo di storie su Thomas Becket, tra cui il suo martirio nella Cattedrale di Canterbury ad opera dei sicari mandati dal Re di Inghilterra Enrico II. Lo stesso santo è raffigurato sulla parete di fondo, accanto al Cristo benedicente. Questa è una delle primissime rappresentazioni di Thomas Becket esistenti, perché l’Arcivescovo inglese venne canonizzato da Alessandro III nella vicina Segni nel 1173, pochi anni dopo la sua morte.

Il Palazzo di Bonifacio VIII

Il tempo di uscire dalla Cattedrale ed attraversare la Piazza e nuovamente possiamo immergerci nel cuore del Medio Evo.

Il Palazzo di Bonifacio VIII

Sebbene rechi nella denominazione l’attribuzione di proprietà a papa Bonifacio VIII, il Palazzo divenne dei Caetani, la famiglia del pontefice, solo nel 1297, quando Bonifacio era ormai Papa da tre anni. L’edificio fu acquistato da Pietro Caetani – nipote del papa, nell’ambito di una serie di acquisizioni di case e terreni intorno alla Cattedrale di Anagni da parte della potente casata.

Secondo la tradizione in una delle sue sale, quella della scacchiera, si svolse uno degli episodi più famosi della storia medievale: lo schiaffo di Anagni. Nel 1303 Bonifacio VIII, in lotta con Filippo IV il Bello, poco prima di pronunciare la scomunica contro il re di Francia, fu imprigionato dai Francesi guidati da Guglielmo di Nogaret e, in questa occasione schiaffeggiato pubblicamente da Giacomo Sciarra Colonna, ma fu successivamente liberato dai cittadini insorti. L’episodio ebbe un grande scalpore e riempì di sdegno anche molti avversari della politica di papa Bonifacio VIII, come Dante Alighieri, che, nella Divina Commedia, considerò l’offesa come rivolta a Cristo.

L’episodio, secondo la tradizione si svolse nella sala delle scacchiere, così chiamata per le scacchiere dipinte in una delle sue pareti. La Sala è oggi visitabile, insieme alla Sala delle Oche, che prende il nome dalla raffigurazione in parete di questi volatili, ed a quella del Giubileo, che ricorda, attraverso vari oggetti, l’indizione da parte di Papa Bonifacio del primo Giubileo della storia, nel 1300.

Completata la visita del Palazzo di Bonifacio, vi consigliamo di completare la giornata con una passeggiata nei vicoli del cuore medievale di Anagni. Fra le tante curiosità che scoprirete ve ne consigliamo alcune imperdibili

Museo Studio Gismondi

La prima chicca, a pochi metri dal Duomo, è lo studio d’arte Gismondi, voluto dal Maestro Tommaso Gismondi negli anni ’70. All’ingresso dell’edificio, vi accoglie la scultura-autoritratto del Maestro, seduto che modella un cavallino. Più che di una semplice mostra, è più corretto parlare di un museo/laboratorio/studio Museo perché al suo interno, accoglie numerosissime opere tra sculture di ogni tipo e soggetto, monete, medaglie, bozzetti, dipinti, disegni e poi articoli di giornali e foto alle pareti che ricordano l’artista. 

Lo studio Museo di Tommaso Gismondi

Il percorso è volutamente “disordinato” per condividere con il visitatore la storia, il sentimento artistico e gli aneddoti che hanno caratterizzato il settantennio di carriera dello scultore ciociaro, nella cornice suggestiva di quello che un tempo era lo studio dell’artista.

La sua intensa collaborazione con il Vaticano, sia sotto il papato di Paolo VI, sia sotto quello di Giovanni Paolo II, ha prodotto alcune tra i più affascinanti e riconosciuti lavori dello scultore, tra le quali i portali della Biblioteca Vaticana e dell’Archivio Segreto e le Monete Vaticane realizzate per Papa Paolo VI.

Palazzo della Ragione

Il palazzo comunale venne costruito nel 1163 dall’architetto bresciano Jacopo da Iseo, venuto ad Anagni qualche anno prima, come ambasciatore, per costituire, con la benedizione papale la Lega Lombarda. È formato dalla giustapposizione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande “sala della Ragione”. Sulla facciata nord si trovano la “loggetta del Banditore” e gli stemmi della città insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani, la famiglia di Bonifacio VIII.

 

Casa Barnekow

Casa Barnekow, o più propriamente Palazzo Gigli è un palazzo medievale duecentesco, che secondo la tradizione ospitò Dante Alighieri durante un suo soggiorno ad Anagni. 

La casa, che rappresenta un importante esempio dell’architettura civile anagnina,  è caratterizzata da una scala esterna e da archi a tutto sesto,  e prende il nome da quello del nobile svedese Alberto Barkenov, il quale l’acquistò nel corso dell’Ottocento, arricchendola personalmente, pare, ispirato da allucinazioni, con singolari epigrafi ed affreschi di argomento esoterico e mistico

 

Per evitare inutili polemiche vi garantiamo che la visita alla città di Anagni ed a tutti i luoghi citati è stata fatta prima dei decreti di chiusura collegati al contenimento del Coronavirus

#noirestiamoacasa… ma guardiamo, con speranza, fuori 

 

Voi cosa ne pensate?