Orto Botanico di Roma: un prezioso cuore verde, lontano da caos cittadino

Dio onnipotente per primo piantò un giardino che è infatti il più puro degli umani piaceri ed il più grande ristoro per lo spirito dell’uomo

(Francis Bacon – Pittore irlandese, 1929)

 

Se cercate una piccola oasi per rilassarvi nel caos del traffico romano o un luogo dove passeggiare in questi tempi tribolati, in tutta sicurezza, coccolati dall’arte e dalla natura, andate alla scoperta dell’Orto Botanico di Roma.

L’Orto Botanico di Roma è uno dei musei del Dipartimento di Biologia Ambientale della Università “La Sapienza” di Roma. Si estende su una superficie di circa 12 ettari nel cuore del tessuto urbano della città, fra Via della Lungara e il Colle del Gianicolo, adiacente al Palazzo Riario-Corsini sede della Galleria Corsini, occupando parte del giardino storico del Palazzo e dell’area archeologica delle antiche terme di Settimio Severo. Un luogo magico dove passeggiare lontano dal caos e godere dello spettacolo rappresentato dalla straordinaria varietà del mondo vegetale che qui viene preservato.

L’antenato dell’attuale Orto botanico di Roma è il Simpliciarius Pontificius Vaticanus (cioè il giardino dei semplici dove si coltivavano piante medicinali e utili, nei monasteri e nella corte pontificia), menzionato sotto il pontificato di Bonifacio VIII Caetani.

Nel medioevo e nel rinascimento, lo scopo principale che determinò la nascita dei primi orti botanici fu proprio la coltivazione dei semplici, cioè delle piante dotate di principi attivi usate come medicinali per la cura dell’uomo. Concentrare le specie medicinali in un solo luogo di coltivazione dava il vantaggio di non dover ricercare le piante in natura, cioè nei boschi e nelle praterie, con notevole risparmio di tempo e, fattore non secondario, non si correva il pericolo di sbagliare raccogliendo piante simili ma prive di principi medicinali o peggio velenose.

Nei secoli successivi l’area fu ampliata e destinata anche a coltivazioni a servizio della corte papale e della vicina Spezieria di Santa Maria della Scala, sempre a Trastevere ed ancora oggi visitabile.

Alessandro VII ne fece uno dei principali giardini botanici d’Europa, utilizzandovi l’acqua dell’acquedotto che Paolo V aveva condotto da Bracciano al Gianicolo, ripristinando l’antico acquedotto di Traiano e dando vita, nel punto di arrivo, al famoso “Fontanone” del Gianicolo, una delle icone turistiche di Roma. Ancora oggi l’Acqua “Paola”, alimenta i ruscelli dell’Orto Botanico permettendo la nascita e lo sviluppo di numerose piante acquatiche.

Nati quindi per conoscere e coltivare erbe medicinali e piante esotiche, oggi gli Orti Botanici, accanto all’insegnamento e alla ricerca universitaria, hanno l’obiettivo di educare i cittadini al rispetto della natura e alla conservazione di specie spesso minacciate o addirittura scomparse.

La visita all’Orto Botanico

La visita dell’Orto Botanico inizia lungo il viale centrale che mantiene la medesima collocazione di quello realizzato nella seconda metà del XVIII secolo. Ad indicarci il percorso in questa porzione centrale dell’Orto è un’importante collezione di palme che, nel tempo, è divenuta una delle più rappresentative in Europa tra quelle collocate all’aperto.

Seguendo il percorso guidato, è possibile osservare e avere informazioni su 415 entità arboree delle 3000 presenti all’interno dell’Orto Botanico sostando in 22 punti di osservazione selezionati.

Nella parte inferiore si incontrano: l’orto dei semplici e il giardino degli aromi; palme; piante acquatiche; serre e collezioni di piante succulente; boschetti di bambù e valletta delle felci.

Nella parte superiore della collina è stata conservata la struttura arborea originale, lasciata a bosco mediterraneo di sempreverdi. La zona è detta Bosco romano e dalle radure tra gli esemplari secolari di lecci e platani (alcuni di 350 – 400 anni di età) si godono splendidi scorci panoramici della città.

Nella parte superiore sono installati anche il roseto e il giardino giapponese, progettato dall’architetto Ken Nakajima, creatore anche del giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

Il Giardino Giapponese, rappresenta una delle aree più scenografiche ed incantevoli del percorso, con i suoi ciliegi, le camelie e le magnolie. Presenta suggestivi giochi d’acqua, piccole cascate e due laghetti. Ad aprile di ogni anno, nell’area del Giardino Giapponese, è possibile ammirare l’Hanami, la tradizionale fioritura dei ciliegi.

Nell’Orto botanico di Trastevere sono presenti moltissimi alberi monumentali di grande valore: ci sono platani orientali, la quercia da sughero, il cerro, la roverella, due cedri dell’Himalaya e altri 345 esemplari ultrasecolari appartenenti ad oltre 130 specie.

In questi mesi autunnali, nei quali noi abbiamo visitato l’Orto Botanico, è possibile ammirare e godersi, in tutta sicurezza, il foliage: le foglie delle numerose specie di aceri assumono variegate sfumature di colore che virano dal giallo, all’arancio, al rosso.

Sempre lungo il percorso botanico del Giardino, troviamo circa 2.000 metri quadrati di serre, tra le più affascinanti troviamo quella delle orchidee, con circa 400 specie, dalla comune Cattleya fino alle orchidee “falena” o alla stranissima “Vanda”, orchidea del sud-est asiatico dal fusto lunghissimo, e quella delle piante grasse, la Serra Corsini, risalente al 1800, che presenta innumerevoli esempi di queste piante “succulente”.

Delle grandi vasche in muratura ospitano il Giardino degli Aromi le cui specie sono riconoscibili attraverso le loro caratteristiche tattili o olfattive. Tutte le piante sono corredate da cartellini in Braille per i non vedenti.

Un laghetto, un ruscello e alcune vasche sono, invece, l’ambiente perfetto per le Piante acquatiche, mentre lo splendido Roseto, che potete apprezzare in tutto il suo splendore durante il mese della fioritura a maggio, presenta circa 60 specie che illustrano l’evoluzione del genere Rosa negli ultimi 2000 anni di storia dell’uomo, completando il percorso che, sempre a Maggio, si può fare nel Roseto Comunale di Roma, ai piedi dell’Aventino.

Dallo scorso settembre l’Orto Botanico di Roma, ospita anche una bellissima Casa delle Farfalle “Butterfly Eden”, gestita da da “Pandora casa natura APS”, una Associazione di Promozione Sociale che ha come scopo sociale la ricerca e la divulgazione scientifica in outdoor education.

All’interno della Casa, una moderna e luminosa tendostruttura climatizzata, i visitatori potranno vivere un’esperienza unica, a diretto contatto con farfalle e falene tropicali libere.

 

Farfalle tropicali,  che affascinando i visitatori con la loro straordinaria varietà di forme e colori, li introdurranno alla scoperta dei grandi temi dell’ecologia e della vita sulla terra. Il significato nascosto delle loro bellissime livree, il complesso ciclo vitale, il fondamentale ruolo ecologico svolto in natura e la coevoluzione con il mondo vegetale sono solo alcune delle esperienze proposte dai giovani naturalisti presso la Casa delle Farfalle, con lo scopo di accrescere in ciascuno la consapevolezza dei legami esistenti tra il nostro benessere e quello del pianeta in cui viviamo.

 

Informazioni pratiche

Se come noi, volete visitare, in tutta sicurezza, l’Orto Botanico di Roma, sappiate che è aperto da novembre a marzo, tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.30. Mentre da aprile ad ottobre la chiusura slitta alle ore 18.30.

Se arrivate da Roma nord (p.le Clodio, piazza Cavour) o da Roma sud (p.le Ostiense, v.le Aventino), vi basta raggiungere ponte Sisto con le linee autobus 23 o 280, proseguire a piedi per via di Ponte Sisto, via di S. Dorotea, via di Porta Settimiana, via Corsini.

Dal centro storico di Roma (p.zza Torre Argentina) o da Roma ovest (Monteverde, staz. di Trastevere), vi basta raggiungere p.zza G. Belli con il tram 8 poi proseguire a piedi per via della Lungaretta, via della Scala, via di Porta Settimiana, via Corsini.

 

Hai commenti da fare, domande da porre, pensieri da condividere su questo Post?

Scrivimi su lamberto.giroviaggiandoblog@gmail.com

 

 

Voi cosa ne pensate?